10-09-2010


Arcobaleno della speranza

Lotta alla Leucemia

Pensiero…

Articolo inserito da admin il 1 - Febbraio - 2010

 "ah non rischi di morire domani, allora ok, scusa c’ho da andare…"

Quel che voglio dire è che un rapporto non si esaurisce nel "ah non rischi di morire domani, allora ok, scusa c’ho da andare…" e che semplicemente sto facendo le mie valutazioni, nel bene e nel male di come si stanno comportando le persone a me attorno. E’ chiaro che se c’è un momento in cui gli amici ti dovrebbero stare vicino magari è proprio questo. Con questo non ce l’ho né con chi si sposa, né con chi lavora, né con chi deve guardare i propri figli, con chi va a divertirsi; anche perché la loro vita non si è fermata, ed è giusto che continuino le loro cose di sempre. Meno amico chi si dice e si sente vicino e se ne frega sostanzialmente sputando magari qualche sentenza o qualche frase d’occasione poi ti guarda un po’ compassionevole si accerta che non muori domani e torna ai suoi affari che tanto il suo l’ha fatto. Con chi ti dice no, ma davvero mi sei nel cuore e poi quando lo chiami perché in fondo anche tu c’hai creduto che fosse così neanche capisce che anche solo cinque minuti del suo tempo, un consiglio, una parola, un messaggio, una qualunque cosa sono diversi dalla sostanziale indifferenza per come te la passi oltre al risultato di un analisi. Tutto qua. Poi è difficile da spiegare e sono anche stanco, semplicemente a volte senti la gente che se ne frega altre senti una persona vicina… e non sempre l’amicizia viene confermata purtroppo in questa seconda sensazione. Invece devo dire che persone che mi erano piuttosto lontane si son preoccupate molto di più di quanto mi sarei aspettato. Come glielo spieghi che quando sei stato mesi senza uscire da una stanza hai semplicemente imparato a farlo e che non è una cosa indolore per te adesso varcare una porta? Perché non sai più come si fa e cosa ti aspetta fuori… come glielo spieghi ora che hai un terrore infinito e che non sai come fare a ripartire per muovere il primo passo e che sì il primo passo è bello, bellissimo ma il secondo e il terzo non sai da che parte andare perché per te esisteva solo quella stanza? Come glielo spieghi che l’unico tuo pensiero ultimamente è stato sopravvivere e che adesso che ci stai riuscendo vorresti anche vivere ma non sai più come fare? Per il resto c’è tempo no? Certo, c’è sempre tempo…
Ah vabeh gli amici quelli che "no scusa sai se in questi giorni non c’ero ho avuto da fare… ma dimmi come stai?" “ti sento la voce un po’ giù, c’è qualcosa che posso fare? Ah senti in questi giorni proprio non posso… sai c’è tanto da fare però allora ci si vede eh… tanto mica ti senti male vero? Domani ci sei…” e poi domani però non ci son loro perché troppo occupati, però tu ci sei… si e cosa gli rispondi? Ma no, tanto è inutile quindi stai zitto e dici, no no nulla… va tutto bene… ma cosa vuoi che ti dica? Il mio vecchio mondo è andato a rotoli nel frattempo e sai si è giusto assentato un attimo, una sveltina e torna.! Vaglielo a spiegare che te non te ne frega niente e che piuttosto ti tagli le vene. Come sei estremo! "Come stai?" "ma dammi notizie della tua salute" mi raccomando… e invece ti sei proprio rotto di dare notizie della tua salute: "l’importante è la salute" verissimo non posso contestare un po’ come quando mangi cibo strillato e lo mangi lo stesso perché "pensa ai bambini africani"… l’importante è la salute niente di più vero. Ma andare un po’più là? Di che ti lamenti? Sempre a piangerti addosso, no e poi da te non lo accetto da te che hai passato tutto questo certe cose dovresti averle capite. Prima ci stavo più comodo a dire il vero e allora lo vedi che non ho capito niente? Ho capito che si vive una volta sola, che è importante star bene perché il tempo che passa non te lo rende proprio nessuno e che il tempo passato a ingollare ancora meno… E allora ingolla manda giù e continua a pedalare… "preservati"… in ospedale l’obiettivo era chiaro ed era sopravvivere adesso qual’è l’obiettivo? Adesso qual’è? Qual’è? Ti aspettavi un ritorno soft, ti accompagnano tutti finché stai male, che disdetta capire che il mondo là fuori non è che proprio ti attendesse impaziente dalla tua ascesa dagli inferi.
 
 

4 commenti

  1. marianna ha scritto,

    parole vere,tutti si preoccupano ,tutti danno la propria disponibilità ma nessuno si fa avanti x farti un pò di compagnia ,hanno paura nn so di cosa,ma il dolore lo portiamo noi malati ,noi che le chemio aggiustano una cosa e ne sfasciano altre,noi che inevitabilmente perdiamo la nostra vita che nn viviamo + regolarmente,noi che facciamo pietà agli occhi di chi ti vede,poi quando hai bisogno gente che ti sta accanto x distrarti tutti hanno da fare e c’è la solita telefonata che ti dice:come stai oggi ?,tutto si ferma quà ,noi che quando siamo chiamati x le terapie tremiamo x quello che ci aspetta,insomma siamo noi che soffriamo e siamo sempre + soli con l nostro dolore dentro.

    Inserito il 1 Febbraio 2010 alle 17:35

  2. loredanacasiraghi ha scritto,

    …….rimango sempre nella mia idea che gli amici sono sempre presenti………. quando si va a cena fuori ……..quando ci sono i bei momenti da condividere…..ma appena c’e’ una malattia o una morte!!!!!!!che disastro e’ vero la solita telefonata ……come stai???oppure il messaggio perche’ nel caso nostro quando paolo era in ospedale i ns amici erano in spagna e mi arriva il messaggio come sta andando?ma come sta andando…..non potevi telefonare ?no,le vacamze sono troppo importanti!purtroppo……tante persone dovrebbero andare a fare un giro nei reparti ematologi o encologici e dopo ……chissa’ un po’ di sensibilita’ potrebbe venire!
    siamo tutti sotto questo cielo e dobbiamo non scordare che ci vuole un po’ di umanita’!!!!!!!
    un abbraccio lory

    Inserito il 3 Febbraio 2010 alle 16:10

  3. danielam ha scritto,

    E’ vero……. a me è capitato di incontrare al supermercato una persona che non vedevo da tempo, e dato che avevo la bandana in testa e chiaramente non ero proprio un fiore, quando ha saputo il problema, ha fatto un vistoso salto indietro, mi ha salutato frettolosamente e si è dileguata……. Ignoranza (nel senso di ignorare), mancanza di sensibilità e tatto, alto menefreghismo, paura - no, terrore - vedi bene che sono sentimenti purtroppo comuni a chi ha avuto finora la fortuna di non imbattersi in nessun ostacolo, e non osa neppure avvicinarsi al pensiero di brutte storie e preferisce non conoscerle neppure…………
    Quando ero ricoverata ricordo che ho fatto spendere veramente ai miei un capitale in tessere telefoniche. Chiaro che quando sei così recluso, hai bisogno di un contatto con il mondo, più che di ricevere compassione, ed in cambio ho ricevuto una grande vicinanza delle mie colleghe, non ho trovato rispondenza in persone che io (sola) sentivo più vicine, ed ho ritrovato invece persone sulle quali non avrei fatto tale affidamento.
    Non devi essere così deluso, caro amico/a, così è e così dobbiamo accettare……. Inutile purtroppo sottolineare quanto è deludente e doloroso ricevere questo non interesse, piuttosto mettiamo tutto a frutto, dobbiamo convincerci che da ora in poi al centro del mondo ci siamo noi, e le cose o le persone che non ci sono troppo gradite possono bollire nel loro brodo, noi abbiamo di meglio da pensare, a NOI, alla nostra salute, a riprenderci il tempo perso, a godere di tutto il bello che c’è fuori e di tutte quelle piccole cose e sfumature che senz’altro questi altri non sanno cogliere e valutare. Perchè NOI ora abbiamo dentro qualcosa di più grande e bello di loro.
    Inutile dire che ti faccio un augurio grande un monte (in Toscana si dice così), e se vorrai ancora parlare con noi, avremo tutti piacere di risponderti. Ciao, in bocca al lupo, FORZA FORZA FORZA e AVANTI TUTTAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!

    Inserito il 3 Febbraio 2010 alle 22:34

  4. Stella ha scritto,

    Purtroppo questo pensiero lo condivido e lo capisco, perchè mi fa ritornare in mente, quando con le compagne di sventura, e con le nostre poche forze riuscivamo a riunirci nel soggiornino del reparto o in una stanza, perchè una di noi non poteva alzarsi, ed i doscorsi cadevano proprio su questo argomento. Gli amici, ma che fine hanno fatto? ho visto piangere per le delusioni che hanno dato gli amici che nel momento del bisogno non c’erano.
    E’ vero che per loro la vita non si ferma ed è giusto cosi, ma a volte basta veramente poco, per non far sentire le persone abbandonate.

    Inserito il 11 Febbraio 2010 alle 19:10

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