10-09-2010


Arcobaleno della speranza

Lotta alla Leucemia

Il mio amico Hodgkin

Articolo inserito da admin il 8 - Marzo - 2010

 Ciao a tutti, mi chiamo Michela e ho 31 anni. E’ da tempo che avrei voluto scrivere questo messaggio, ma non trovavo mai il tempo di farlo. Stamattina ho sentito come l’esigenza di scrivere e portare la mia esperienza, per condividerla con chi ha voglia di leggerla!

A 13 anni, ho scoperto di avere un Linfoma di Hodgkin: in seguito a varie visite iniziate dalla scoperta di un rigonfiamento sul collo, proseguite con una biopsia sotto l’ascella sinistra, è arrivata la “sentenza”!
Non sapevo assolutamente di cosa stavamo parlando, un nome così strano, cos’era?? Capivo che però c’era qualcosa di più di un semplice mal di gola dagli occhi dei miei genitori: quando sono nata, mia nonna morì di leucemia, e la parola ematologo per i miei genitori rappresentava un baratro!
Ricordo di essere stata ricoverata nel reparto di Ematologia della mia città, Latina, dove praticamente ero coccolata da tutti, in quanto ero la più piccola, una sorta di mascotte.
La mia compagna di stanza era una signora di circa 50 anni, colpita da leucemia cronica, triste, malata e profondamente demotivata, timorosa del futuro. Quando uscii dall’ospedale ricordo ancora cosa mi disse :” Ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di vedere il dolore attraverso gli occhi di una ragazzina, tu non lo sai, ma mi hai dato la forza di lottare”! Solo dopo tanti anni ho scoperto cosa mi voleva dire: allora per me era naturale sottoporsi alle cure, e affidarsi alle mani dei medici … Sono stata forte, tanto forte e se ci penso ora non so veramente cosa mi ha dato tutto quel coraggio. Giocavo in cortile con gli amici dopo la chemio, poi dovevo vomitare, salivo in casa, vomitavo e dopo 2 secondi ero di nuovo giù a giocare…come se niente fosse successo…
Dopo la chemio, ho subito un intervento chirurgico alle ovaie: mi hanno spostato le ovaie dietro l’utero perché avevo bisogno di fare la radioterapia all’addome e rischiavo troppo nonostante le precauzioni, di subire danni all’apparato genitale. 13 giorni di ospedale, intervento riuscito: peccato che a causa dei miei tessuti, le ovaie sono tornate al loro posto prima del tempo….. L’alternativa era tra il ripetere l’intervento e il fare un nuovo ciclo di chemio… Dopo i miei continui rifiuti rispetto al nuovo intervento, feci un altro ciclo di chemio, e i miei capelli questa volta mi abbandonarono….. Ricordo ancora gli occhi dei miei nuovi compagni di scuola, il primo giorno alle superiori…. Lì ricordo davvero di aver sofferto…mi sono sentita diversa e fuori dal gruppo…. Per fortuna poi ho avuto la forza di rialzarmi e lottare (e la mia classe è stata sempre con me) e lo studio mi ha anche aiutato a trovare una motivazione ulteriore per lottare…
Ricordo ancora di come purtroppo ho tenuto sempre tutto dentro: per me la forza di andare avanti voleva dire impedirmi di sentire le emozioni. Se non sento, riesco a lottare; le emozioni come la paura e la tristezza, mi erano d’intralcio, perché mi rendevano debole…. Questo in quel periodo mi ha aiutato a combattere, ma poi si è rivelato il mio tallone d’Achille…. Ho generalizzato questo mio atteggiamento a ogni evento della vita….
Non ho avuto un sostegno psicologico in quei momenti, né lo ha avuto la mia famiglia: intendiamoci, io amo con tutto il cuore medici e infermieri che mi hanno accompagnata in quel tragico momento della mia vita, però , anche se con il senno di poi, avevo bisogno di dare sfogo alle mie paure, alle mie debolezze… come dire, avrei avuto bisogno di curare anche la mia anima di ragazzina, e non solo il corpo!!
Dopo un anno abbondante di vita dentro e fuori dagli ospedali, il mio amico Hodgkin ha deciso di tagliare la corda… Non aveva trovato terreno fertile…. Controlli vari, prima a distanza ravvicinata, poi sempre più radi ….e alla fine, dopo 5 anni fuori terapia, sono stata dichiarata “ in remissione completa”. Bhè….che emozione… lì piansi per la prima volta.. piansi perché ero stanca, perché non ce la facevo più di essere forte, perché ero guarita…. E ora?? Che avrei fatto?? ….Un attimo di esitazione…. Guardai fuori dalla finestra, era primavera…. Anch’io mi stavo risvegliando come fiori e piante….
Sono passati quasi 18 anni dal momento della diagnosi, e mi ritrovo ora qui a scrivere questa mia storia; nel tempo ho maturato la decisione di diventare psicologa, a breve sarò anche psicoterapeuta; ho frequentato un master sul sostegno psicologico ai malati oncologici, e sono contenta di quello che sono oggi, soddisfatta di essere qui, e forse un po’ di quello che sono lo devo anche a lui… il mio amico Hodgkin.
Spero che questa mia esperienza, seppur breve, possa servire a chi ora si trova nella mia condizione a sentirsi meno solo nella battaglia. Non siete soli!!Coraggio!!!
Ciao a tutti
Michela

 

2 commenti

  1. Stella ha scritto,

    Ciao Michela, sicuramente la tua storia darà un pò di speranza a tutte le mamme che stanno vivendo ora questo dramma con i loro figli piccoli.
    Innanzitutto ben arrivata in questo magico mondo arcobaleniano ;-) e spero che rimarrai per darci dei consigli, dato che la tua scelta universitaria è stata quella della psicologia, un cosiglio e un opinione in più servono sempre. :-P
    Mi ha fatto sorridere quando hai scritto che mentre giocavi tornavi a casa per vomitare, e mi è venuto in mente un episodio di quando ero ricoverata, che mentre ridevo e dicevo stupidaggini per alleviare la sofferenza, ridevo e poi vomitavo, vomitavo e poi ridevo…
    Forse oggi, dopo 18 anni, e vedendo tutte queste mimose hai avuto la voglia di raccontarci la tua storia, e forse ancora per una volta stai di nuovo sbocciando.

    Inserito il 8 Marzo 2010 alle 14:56

  2. Gloria ha scritto,

    Stessa malattia, più o meno stessa età e stesso percorso. Ciao Michela, e un abbraccio a tutte le ragazzine che sono diventate donne con una consapevolezza speciale.

    Inserito il 8 Marzo 2010 alle 15:55

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