Donare il sangue
Stella è stata una donatrice di sangue per molti anni prima di ammalarsi ma mai aveva capito quanto il suo gesto fosse importante. Solo la prima volta in cui ricevette una trasfusione di sangue, dopo un primo momento di atterrimento, si rese conto che nelle sue vene stava entrando linfa vitale e pensò a quante volte uno sconosciuto potesse aver pensato la stessa cosa ricevendo il suo sangue.
Daniela non aveva mai donato perchè i suoi valori ematici non glielo avevano mai consentito, ma per questo si era sempre sentita un po’ in colpa. A maggior ragione quando la sera stessa in cui le fu diagnosticata la malattia le furono trasfuse tre sacche di sangue il suo senso di colpa aumentò. Al termine delle trasfusione era nata a nuova vita…
La chemioterapia utilizzata per la cura delle malattie ematologiche, provoca uno stato detto di aplasia, durante il quale il midollo non è in grado di produrre cellule ematiche: è per questo che le trasfusioni sia di sangue che di piastrine sono necessarie e frequenti. In questa fase si abbassano i livelli di emoglobina nel sangue e si corrono gravi rischi emorragici. Trasfondere emazie aiuta a sentirsi meglio, a recuperare un po’ di vigore, trasfondere piastrine aiuta a prevenire e curare le emorragie che spesso sono molte e copiose. Trasfondere, in generale, fa la differenza tra stare male e sentirsi benino che in queste circostanze è già abbastanza…
Per questo invitiamo tutti coloro che possono non solo a donare il proprio sangue ma anche a spronare amici e conoscenti a farlo. E’ un gesto gratuito che non rende eroi e non dà nulla in cambio a parte la consapevolezza che un malato riesce a vedere l’alba del giorno dopo. Vi sembra poco?
Per mantenerti in forma basta donare il sangue: si sa che questo semplice gesto è in grado di salvare la vita agli altri. Però non si parla mai di quanto può essere vantaggioso per il proprio benessere.
Un check-up completo: Donare sangue significa sottoporsi regolarmente e gratuitamente a un check-up completo. Nei Centri si utilizzano apparecchiature sofisticate a elevata sensibilità che permettono di scoprire una malattia in fase iniziale. Durante la donazione viene prelevato anche un piccolo campione di sangue da esaminare, e solo se tutto va bene è possibile dare via libera e destinare la "sacca", come viene chiamata, alle trasfusioni. Si fa l’emocromocitometrico completo, per analizzare i componenti del sangue, come i globuli rossi e bianchi, e altri valori importanti come colesterolo, glicemia, transaminasi, per controllare la salute del fegato. E, naturalmente, i test relativi all’epatite B e C, all’Aids e alla sifilide.
Se vuoi donare puoi recarti in qualsiasi ospedale della tua città che abbia un centro trasfusionale, e riceverai tutte le informazioni sul "Perchè donare" "Come donare", "Quando donare" e soprattutto "A chi salvi la Vita". www.donareilsangue.it
Per informazioni visitate i siti dell’AVIS: www.avis.it della Croce Rossa Italiana: www.cri.it. della FIDAS www.fidas.it oppure della FRATRES www.fratres.org
Donare il cordone
Ogni nuova vita che nasce potrebbe significare la guarigione di un malato di patologie molto gravi che necessita di trapianto di midollo osseo.
Il sangue del cordone ombelicale, infatti, contiene moltissime cellule staminali che opportunamente infuse al malato possono dar vita ad un nuovo midollo "pulito e funzionante". Sappiamo che oggi la donazione del cordone non è di semplice attuazione (bisogna partorire in ospedali attrezzati ed in orari in cui è presente il personale addetto alla conservazione…), ma ci piacerebbe che questa pratica indolore possa divenire di uso comune. Normalmente il sangue del cordone viene gettato quando potrebbe salvare la vita di una persona, soprattutto di bambini.
Se sei una mamma in attesa o pensi che quando lo sarai vorrai dare il tuo contributo al recupero di una vita, se hai amiche che aspettano e che vorrebbero aiutare gli smidollati, visita il sito dell’Associazione Donatrici Italiane Sangue
Donare il midollo
Spesso per chi come noi si ammala di forme gravi di leucemia, mieloma o linfoma, per gli smidollati insomma, l’unica speranza di guarigione è quella di effettuare il trapianto del midollo osseo.
Per alcune forme di malattie ematologiche è possibile ricorrere al trapianto autologo, ossia ad un trapianto effettuato con le cellule staminali prelevate dal malato in prima persona, ripulite dagli eventuali residui di malattia e reinfuse.
Qualora l’auto-trapianto non fosse indicato, la prima ricerca di donatori compatibili si effettuerebbe tra i fratelli ed i genitori del malato. Molti smidollati, però, non dispongono di parenti compatibili e per questo la ricerca deve necessariamente uscire dal contesto familiare. In tal caso il donatore ad hoc viene ricercato nelle banche dati internazionali di donatori.
Poichè è molto difficile trovare un estraneo compatibile, più persone decidono di iscriversi nelle liste dei donatori, maggiori sono le possibilità di reperimento e, quindi, di guarigione.
Per maggiori e più precise informazioni riguardanti la donazione di midollo osseo, vi rimandiamo al sito dell’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo): www.admo.it
Donare il proprio midollo osseo a un familiare è un DOVERE, donarlo a un perfetto sconosciuto è un PURO ATTO D’AMORE
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